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                                 Dario Pece 

                                                                        "Poesie Trasteverine"                                        

 Leggendo le poesie di Dario Pece non ci si sente smarriti, in ogni brano un filo conduttore leggero ma palpabile ci conduce verso una sensazione chiara nella quale ci si abbandona  volentieri.La naturalezza con cui regala ricordi dei luoghi dove ha vissuto, accompagnata da uno stile scarno, lapidario, quasi Naïf, ci indica dove recarci e ci accompagna per mano  nella “galleria” delle sue emozioni, facendocele vivere, rendendole “nostre”. Si coccola e ci coccola con i suoi versi romaneschi, regalandoci momenti dal sapore delicato, anche in  situazioni drammatiche o tristi. Nelle sue poesie si riflette il suo essere semplice e diretto, ricco di quella verve vernacolare classica ‘che sgorga dar core e dai ricordi’. I suoi sono  frammenti e spaccati di vita vissuta e immaginata, viaggi tra i colori delle strade e delle città tutte, come nella lirica dedicata a Venezia. Si respira tutto il suo amore per la sua città,  Roma, e anche tutta l’amarezza per il degrado della città stessa. La voce della sua poesia, altalenando tra un sorriso triste e un abbraccio sincero, ci conduce sempre tra i sogni e le  realtà della città eterna. Tra i vicoli del suo quartiere, Trastevere, sembra di esserci, leggendo le poesie è come stare affacciati sul Tevere, da uno dei suoi meravigliosi ponti. Così non  è solo nostalgia quella che ti prende, ma la fortuna e la magia di vivere a Trastevere “Si vedo poi er barlume/de ‘n’amara tristezza/ l’arigalo a’sto fiume/e me godo ‘sta città, la sua  granne bellezza e quela sua eternità.” Dario ha regalato un po’ di stesso legandolo ai suoi versi, dedicati anche al quartiere Monteverde dove tutt’oggi vive, ma il senso più profondo  lo ritrovo nelle liriche dedicate al quartiere dove ha vissuto da bambino e dove racchiude non solo i ricordi, ma la felicità di averlo vissuto, Trastevere.

 Dalla Prefazione di Giovanni Mura e Patrizia Portoghese

                 

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