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           Lucia Kadigia Abate

         "ll volto nello specchio"

 Il volto nello specchio è un romanzo che appassiona per i contenuti, arricchito dal susseguirsi di non rari colpi di scena, di sorprese e del rapido fluire di avvenimenti e  di vicende, a  fare da sfondo alle azioni della protagonista, Aurelia appaiono scorci e scenari di Roma e di Venezia, con i loro splendori, i loro antichi e aristocratici  palazzi, ricchi di intrighi, di  storia, di arte e di misteri secolari. A mio parere, il valore aggiunto di quest’opera consiste nella conduzione dello svolgimento della fresca  narrazione, per altro fine ed elegante. Ecco  infatti la tecnica del racconto nel racconto, ricorrendo al frequente sistema dell’“incastro”, che denota una ricca ed ampia  consapevolezza di tecnica di scrittura, appunto senz’altro  derivante da un sapiente dosaggio ed equilibrio di tante letture e di un continuo ed appassionato tirocinio  letterario di scrittura creativa. Nel romanzo, Il volto nello specchio, prevale  il narratore esterno, spesso sostituito da “cammei” stilistici e narrativi in cui la  responsabilità narrativa è affidata a un narratore interno, specialmente nelle parti più oniriche, ma  anche fa capolino, di tanto in tanto, il narratore onnisciente, a  scandagliare coscienze e psicologie dei personaggi.

  Dalla Prefazione di Carmine Valendino

 

 

 

          Alessandro Moschini

     "Il portagioie"

 Dopo alcune esperienze nell’ambito della narrativa breve ecco il primo romanzo di Alessandro Moschini, Il Portagioie, in cui il tirocinio letterario compiuto rivela adesso  frutti più  maturi. Il romanzo è costruito da brevi capitoli, nei quali, con un linguaggio essenziale, che non concede spazi a inutili indugi e divagazioni, l’autore narra una  storia e lo fa in modo  diretto. Pochi e incisivi i personaggi, con ruoli inequivocabili e pochi i luoghi di ambientazione dei fatti: anche in tutto questo si nota una  essenzialità di scelte “operative”, in cui  Alessandro dimostra di saper puntare direttamente all’obiettivo prefissato. Il versante narrativo scelto, nel quale si inserisce la  storia, va in direzione del genere giallo, ma agli  ingredienti tipici del genere - come per esempio la suspense e l’inchiesta poliziesca intorno al ritrovamento di un  cadavere -, Alessandro ne introduce altri: l’amore di Claudio (il  protagonista) e Jennifer, il rapporto di affetti, cure e attenzioni di Claudio verso il padre Adelmo e la  sorella Sara, l’amicizia con Roberto e con Sky, un docile cagnolone ed infine il  legame del protagonista con la propria madre Marta, legame per nulla affievolito  nonostante gli anni passati dalla sua morte, che si manifesta anche attraverso quella reliquia, il  portagioie ritrovato, che le era appartenuto. Quindi un ampio spettro  narrativo, in cui Alessandro rivela capacità e versatilità per mettersi in gioco.

 Dalla Prefazione  di Carmine Valendino

 

 

 

             Katiuscia Nardini

       "Come le verità resto in ascolto"

 La lettura di Come le verità, resto in ascolto, opera prima di Katiuscia Nardini, mi ha fatto tornare alla mente le parole della canzone “Quello che le donne non dicono”  di Fiorella Mannoia. Ed è proprio di una donna e della narrazione del proprio universo che tratta questo libro, mettendo a nudo i tratti della personalità, la forza e allo  stesso tempo la fragilità, le certezze e i dubbi. Un romanzo, questo, scritto nel segno dell’amore, trattato in tutte le sue sfaccettature, e dell’amicizia, entrambi valori  imprescindibili, a cui viene legato quello della famiglia. Un amore tenero, sognante, rassicurante, ma anche colmo di passione e sensualità, trattato sì con impeto, ma  al contempo con una dolcezza che soltanto un cuore innamorato può conosce.  L’amore è però un sentimento forte e fragile allo stesso tempo. Basta un’ombra a  rischiare di spezzarlo, sia che riguardi la paura di perdere contatto con le proprie radici, sia che riguardi il riavvicinarsi di ombre provenienti dal passato e credute  ormai lontane. Un bagaglio di dubbi e certezze contro le quali la protagonista, Lucienne, cerca disperatamente di combattere.

 Dalla Prefazione di Alessandro Moschini

 

 

                                         Antimo Pappadia 
 
                                   "La tortora e il pappagallo"
 
L’Autore, Antimo Pappadia, in questo romanzo è riuscito perfettamente a sintetizzare i molti tratti desunti dalla realtà con elementi di invenzione letteraria. Il personaggio protagonista è Luciano Pacileo, che, con un assiduo lavoro svolto nel tempo libero, raggiunge risultati di svolta. Ma la sua abnegazione non riceve considerazione così come i risultati ottenuti, e gli ostacoli di un Sistema ottuso non lo portano ad ottenere nessun tipo di riconoscimento, se non da pochissime e intime persone. La vicenda si svolge in un ambiente e in un mondo reale che ben conosciamo, quello del Sistema vigente in Italia - e ne vediamo gli effetti quotidianamente, anche attraverso i tg più lottizzati. Luciano si trova in quel mondo soffocato dalle brighe, dalle raccomandazioni, dal potere, dalle lottizzazioni... Si ritrova pertanto spesso a dover proclamare la propria estraneità da quel mondo e a sollevare quella parola - oggi, meno male, tornata su molte bocche - che è Onestà. Però certi comportamenti lo corrodono e lo soffocano, ma pure non demorde e lotta con tutte le sue forze, per raggiungere alti scopi, persino sentiti più alti di se medesimo. Saranno solo poche amicizie e l’amore a dargli conforto e senso. Prima è un amore disordinato, ma che, attraverso vere e proprie prove di formazione, lo porteranno a raggiungere quell’affetto concreto di una donna, Francesca, che gli servirà anche per consolidare e focalizzare le proprie energie verso una giusta finalità. Luciano Pacileo è un personaggio a tutto tondo, con tantissime sfaccettature: ingenuo, sensibile e delicato, ma nello stesso tempo è anche forte, risoluto e deciso a perseguire le proprie convinzioni, sia nella vita lavorativa che in quella privata. È un personaggio che sentiamo vero e carico di umanità, espressa anche attraverso le sue fragilità, quelle fragilità che ce lo fanno sentire vicinissimo alle nostre stesse percezioni e a quel bisogno di giustizia che ci agita davanti al generale malessere di cui siamo testimoni.
 
Dalla Prefazione di Carmine Valendino
 
 
                               Alessandro Moschini  
                                       "Fuoco"
 
Nel romanzo Fuoco, l’autore, mentre dipana gradualmente una trama complessa, invita il lettore a farsi avvolgere dall’armonia dei suoi estratti, svelando il suo gusto raffinato. L’atmosfera di forte tensione, in cui le spirali ascendenti del climax sono presenti dall’inizio della storia fino alla fine, segue le regole che definiscono il genere thriller, con in aggiunta importanti aperture al trascendentale, tramite passaggi metafisici già riscontrati nel precedente romanzo. Il plot narrativo del romanzo percorre due storie in parallelo, separate da ben quattrocento anni di storia, ma intrecciate strettamente in un modo che gli stessi diretti interessati non potrebbero immaginare. La collocazione temporale della storia più antica risale al 1607, anno nel quale la zona di Montecarlo era sotto la Repubblica di Lucca. Protagonisti sono il mercante Bruno Lucchesi e la bellissima Ines Puccinelli, travolti loro malgrado da un’attrazione che sfocerà in un amore profondo e travolgente. La giovane donna non vuole più prostituirsi per il violento Cristoforo Santini e si presenta a casa di Bruno Lucchesi e della moglie Jole Del Debbio, per chiedere di essere assunta come domestica. Ma lo spietato sfruttatore di Ines non accetterà di essere messo da parte facilmente e la ostacolerà in tutti i modi possibili. Un amore tormentato, quello di Ines e Bruno, che traccerà le linee guida di un’altra storia, questa volta contemporanea, ambientata nella zona tra Monsummano, Montecatini e Montecarlo, ai confini tra Lucchesia e Valdinievole. I protagonisti odierni sono Vasco, tecnico del suono, e Natasha, di una bellezza indiscutibile, obbligata a vendersi sulla strada da Maurizio, un pericoloso criminale. Tra vari episodi drammatici si dispiega la storia di un amore profondo e assoluto, intralciato dal protettore inferocito e dai suoi scagnozzi. Come nel romanzo precedente, Alessandro si serve di accorgimenti particolari. È infatti attraverso dei déjà-vu che i protagonisti di oggi scoprono di celare un passato antico che li unisce e li divide.
 
Dalla Prefazione di Luisa Bolleri
                        
                                    
         
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