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                                  Natale Mieriello e Pasquale Campolo 

     "Dall'Immagine alla Poesia "

 Mi è già alquanto noto il poetare di Natale Miriello, in quanto, oltre ad essere un utente di conosciuti siti web di scrittura creativa, ha già pubblicato, nel 2012, una silloge, “Emozioni”con l’Associazione Culturale “LunaNera”. In “Emozioni” la parola poetica aveva una certa ampiezza di fraseggio in cui più prevalente era la struttura o narrativa o descrittiva, invece nei testi contenuti in questa silloge, intitolata “Dall’Immagine alla Poesia”, le liriche, tranne pochi ed eccezionali casi, sono molto più brevi e contenute in pochi versi e il linguaggio, di conseguenza, è divenuto più essenziale, vibrante, meno incline al dato descrittivo e ne scaturisce così una produzione più impressionistica ed evocativa, in cui la rarefazione della parola non produce né una diminuzione di senso né una diminuzione di musicalità. Il carattere di questa nuova vena poetica diventa importante da cogliere per comprendere anche l’accostamento alle fotografie di Pasquale Campolo, che ritraggono sì paesaggi o oggetti e figure, ma che anche scrutano nell’anima delle cose di cui siamo circondati: paesaggi, oggetti d’uso comune e quotidiano, persone, sacre reliquie, ecc. Immagini e Poesie viaggiano sincronicamente, senza sbavature e pienamente in accordo. Se ne evince una duplice interpretazione: o le parole divengono quasi didascalia dell’immagine, o le immagini fanno da commento alle liriche in una perfetta relazione di reciprocità, fino a diventare complementari e fondersi in un tutt’uno. La silloge qui presente consta di due sezioni: la prima in lingua italiana e la seconda, con testo a fronte, in lingua dialettale, in lingua calabrese nella fattispecie. Quindi due sezioni commentate, entrambe, dalle fotografie di Pasquale Campolo.

Dalla Prefazione di Carmine Valendino

          

       Roberta Borgianni Carmine Valendino

                             e Nicola Loviento

 "Diaframmi di Rosso e Scatti di Parole"

 Una poesia che vive, palpita, ride, urla, accarezza, consola, bacia, stringe, ricorda, muore e rinasce volando su ali di fenice, bruciando le parole nel sacro fuoco della passione. E poi scolora e riaffiora in superficie negli scatti fotografici di un illuminato Nicola Loviento che, con uno sguardo audace, a volte erotico, a volte discreto, sempre seduttivo e intenso, sa cogliere la bellezza delle donne in amore e farcene dono. Una poesia legata a doppio nodo, mi viene da dire stretta in un nodo marinaro, che è difficile districare. Difficile, a primo acchito, trovare i due capi di “accordi” che si intersecano, si annodano, in suggestioni di ritmo e parole. Uniti nel gioco poetico che sempre incanta e consola. Difficile sì, ma non impossibile a me che da tempo conosco le due voci diverse e complementari, che appartengono a due superbi poeti, Roberta Borgianni e Carmine Valendino. E il gioco prende la mano ai nostri due bravissimi Poeti. Il loro respiro all’improvviso si fonde nella bellezza, e che Dio o chi per lui sempre la salvi! Una bellezza che, nella seconda parte della silloge, si fa verso a quattro mani. Quattro mani e uno scatto. Quello di Nicola Loviento, che traduce, in immagini visive ma giammai mute, il canto di Roberta Borgianni e Carmine Valendino.   

Dalla prefazione di Anna Bruna Gigliotti           

 

        Paolo Buccianti

         "Carpe Diem"

Delicati fiori, suggestive nuvole, animali mansueti, mare incantevole, tramonti accesi, monumenti indimenticabili di una storia che ci appartiene, luoghi ameni di campi e vigneti: un lessico iconografico ispirato da un’attenta lettura del mondo che ci circonda e che spesso non vediamo, né cogliamo, perché presi dall’affanno della corsa, dell’andare. Invece il fotografo indugia a cogliere quel respiro di vita che ci circonda, a cogliere quell’attimo particolare, quella luminosità irripetibile, per ri-prendere la realtà con uno scatto fotografico, perché l’unica alternativa alla pittura “en plein air” è proprio la fotografia. Proprio Man Ray, pittore e fotografo, diceva: Dipingo ciò che non riesco a fotografare e fotografo ciò che non posso dipingere, il che la dice lunga sulla capacità artistica e il notevole potenziale della fotografia, una fotografia che permette di “cogliere l’attimo”, cioè il senso più appropriato del Carpe Diem, come ha giustamente titolo questa raccolta estemporanea di immagini di Paolo Buccianti.

Dalla prefazione di Carmine Valendino

 

 

                 Anna Messina  

       "Volo tra Poesia e Colore"

La raccolta, Volo tra Poesia e Colore, qui in volume, costa di tre sezioni, ciascuna fa parte e si riferisce a tre momenti compositivi, che la stessa Anna Messina ci riferisce sinteticamente, del percorso poetico e artistico dell’Autrice. La prima sezione racchiude testi giovanili; la seconda ha testi più recenti e maturi, che si accompagnano ad immagini, nella maggior parte di dipinti della stessa Anna Messina, avvalendosi della collaborazione di un altro artista, Antonino Messina e di un eclettico fotografo, Pasquale Campolo e del contributo del poeta Natale Miriello; la terza sezione racchiude le ultime e più recenti composizioni poetiche, dal 2013 ad oggi. La poesia di Anna Messina ci allieta con il suo significato diretto, affatto incline alle forzature e agli eccessi delle figure retoriche; è una poesia semplice, che arriva diretta al cuore e all’anima di noi che leggiamo, dandoci suggestioni ed emozioni, tant’è che quelle scene evocate dai suoi versi ce le figuriamo in un lindore di linguaggio che non stanca mai.

Dalla prefazione di Carmine Valendino

 

        

 

              Paolo Buccianti                                                      

                                        "Itinere"

Itinere, questo il titolo della nuova raccolta fotografica di Paolo Buccianti, fotografo toscano per hobby e per passione. Titolo che è una chiara dichiarazione d’intenti. Paolo infatti, per le sue foto, non è alla ricerca convusa dello scatto perfetto, non costruisce pose per i suoi soggetti; è lo scatto a farglisi incontro durante le sue passeggiate itineranti, è il fiore, la nuvola, lo scorcio a porsi davanti al suo obbiettivo, quasi chiedessero di essere immortalati nell’istante. “Non esiste la fotografia artistica. Nella fotografia esistono, come in tutte le cose, delle persone che sanno vedere e altre che non sanno nemmeno guardare.” afferma Gaspard Félix Tournachon, in arte Nadar, famoso fotografo francese dell’800, pioniere della fotografia. Paolo sa vedere, oltre l’apparenza, sa vedere con gli occhi del cuore e anche il suo terzo occhio, per altri freddo e impersonale accessorio, diviene estenzione viva della sua natura genuina.

 

                 

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